Sogni generici

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Sogni generici

Messaggio  Randolph Carter il Lun Gen 04, 2010 3:14 pm

Postate qui i vostri sogni più comuni, che non rientrano in altre categorie.
Possibilmente indicate la data e il luogo (anche approsimativi) in cui è avvenuta l'esperienza onirica.
Grazie.
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Randolph Carter
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angelo?

Messaggio  Brynn Andersen il Lun Feb 15, 2010 12:00 pm

Circa 3-4 anni fa ho sognato quello che con il nostro metro di valutazione e i nostri archetipi comuni potremmo definire un angelo.
Però sentivo che non era il classico angelo, aveva certamente qualcosa in comune con le loro descrizioni ma era un qualcosa di più.
Definirlo angelo secondo la tradizione cristiana sarebbe altamente limitativo a mio avviso.
Comunque era biondo, occhi chiari, capelli sino alle spalle mossi-ricci, luminoso, sguardo magnetico e penetrante, vestito di bianco, indossava una sorta di tunica maschile stile antica grecia con dei sandali di quelli che si allacciano ai polpacci e delle ali enormi e bianchissime.
Non era assessuato, anzi, aveva un fisico maschile con la muscolatura in evidenza.
Oserei dire che era grande e grosso, assolutamente non esile ma massiccio (un gran figo insomma ^^)
Comunque eravamo uno di fronte all'altro in un luogo chiuso che non saprei descrivere.
L'entità mi diceva:
"Sai chi sei?"
E io sentendo l'intensità della domanda e capendo che voleva che esaminassi nel profondo di me stessa, gli rispondevo col mio nome e cognome anagrafico quasi con aria di sfida, perchè avevo forse paura di cercare una risposta più profonda.
Mi sorrideva con un misto di comprensione,sarcasmo e delusione (davvero, è assurdo ma percepivo tutti questi 3 atteggiamenti assieme) e ripeteva la domanda:
"Sai chi sei?"
E io di nuovo rispondevo impuntandomi col mio nome e cognome.
Nel sogno siamo andati avanti così per diverso tempo, lui non demordeva e io nemmeno, non avevo nessuna intenzione di scoprire di essere qualcosa di diverso dalla mia attuale identità, volevo vivere la mia vita e non avrei permesso a nessuno di turbarla anzitempo.
Alla fine mi ha guardata con tristezza e mi ha detto:
"Se non ricordiamo nemmeno chi e cosa siamo, come possiamo pensare di poter fare quello che dobbiamo?"
E poi mi sono svegliata.
Mi ha stupita la differenza tra il dialogo iniziale e quello finale.
Quando mi faceva le domande dirette si rivolgeva a me, parlava in seconda persona singolare.
Dopo essersi scontrato con la mia testardaggine invece ha concluso il discorso usando la prima persona plurale, il noi.

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prima dell'alba

Messaggio  Brynn Andersen il Mer Feb 17, 2010 5:31 pm

Sono nella rappresentazione onirica della mia città, in un posto che nella realtà coincide con la collina di Servola.
Percorro dei sentieri nella boscaglia.
Arrivo a una sorta di trenino- vagoncino montagne russe e lo prendo.
Parte e mi godo il panorama.
Mi porta in una sorta di spiazzo, davanti a me, a 100 metri dalla fine dello spiazzo percepisco un portale per un altro mondo (non so bene se mondo, tempo, dimensione, piano di esistenza).
Non che ci voglia molto a percepirlo dato che le immagini al di là vacillano, un po' come quando guardi attraverso l'aria surriscaldata ma con effetto moltiplicato per 1000.
So di dover attraversarlo, ma temo di esser rimasta con poca energia.
Nello spiazzo ci sono dei chioschetti di cibo, da quello degli hot-dog arriva un profumino delizioso.
Mi avvicino e ho l'aquolina in bocca: ho proprio voglia di mangiarmi un hot-dog, oltre a soddisfare la mia gola e la mia fame mi darebbe l'energia necessaria a poter passare il portale.
Così dico al signore col cappellino in testa:
"Buongiorno, vorrei un hot-dog, quanto costa?"
Il signore mi replica:
"Un hot-dog, un punto karma."
Perplessa penso che sia veramente caro, non mi va di sprecare così un prezioso punto karma...
Lo ringrazio e mi allontano senza comprare niente anche se la voglia è tanta.
Mi avvicino quindi al portale, so di doverlo varcare, ma temo di non avere abbastanza energia.
Se riuscissi a varcarlo potrei anche rischiare di non avere più energia per tornare indietro, l'hot dog mi servirebbe proprio, ma decido di rischiare, non ho voglia di perdere un punto karma.
Varco così il portale e mi ritrovo in una valle circondata per due terzi da montagne, foreste e per un terzo lambita dal mare.
La luce è quella prima dell'alba.
I colori dominanti sono verde, azzurrino (la luce e il cielo) e nero.
Una delle montagne al centro ha una sorta di cava di smeraldo che riluce nella luce dell'alba.
La valle è vuota tranne per un tipo che se ne sta in riva al mare, dà le spalle alla valle e osserva l'acqua.
Mi avvicino e lo riconosco (nella realtà non ho la minima idea di chi sia).
E' moro, occhi verdi, capelli mori ricci-mossi, fisico muscoloso, indossa una tunica stile medievale.
Come ho detto lo riconosco, so chi è ma non provo nessuna emozione.
E' come se incontrassi una sorta di "collega" che stimo per il suo lavoro ma che mi è del tutto indifferente, per il quale non provo sentimenti d'amicizia, sentimenti d'amore, sentimenti di fastidio.
E so che per lui è lo stesso: mi stima per il mio operato ma gli sono indifferente.
Detto in rozzo linguaggio comune sappiamo entrambi che l'altro sa far bene il suo lavoro ma non ci caghiamo di striscio.
Ci salutiamo entrambi con un cenno del capo che sintetizza il rapporto sopra espresso.
Mi avvicino a lui, lo affianco e assumo la sua stessa posizione: osservo il mare silenziosamente a braccia incrociate.
Io come al solito sono bionda, capelli lunghi e mossi e stavolta indosso una sorta di tunica femminile stile antica grecia bianca e oro.
Il tipo vicino a me è un guerriero.
O meglio, so che è come me ma la sua area di influenza è più legata alla forza, alla guerra, ai combattimenti, agli atti di coraggio, alla nobiltà.
Sento che è triste, rassegnato, riflette sull'ineluttabilità di certe cose.
Siamo all'alba di una nuova era e capisco che ha fatto l'impossibile per salvare la civiltà che si è autodistrutta che c'era al posto di questa vallata.
Io non condivido i suoi sentimenti: sono felice che si siano autodistrutti, sapevo che sarebbe andata a finire così, finisce sempre così, e poi sono contentissima perchè la natura è rinata più forte di prima, non ho fatto nulla per aiutarli.
Al contrario di lui io l'alba della nuova era me la godo.
Però anche se mi è indifferente mi dispiace che soffra.
Così mi giro e osservo la vallata.
Vedo che al centro è sorta la prima casetta e dall'interno stanno accendendo le luci.
Per tirarlo un po' su gliela indico e gli dico:
"Guarda, è già comparsa la prima casa e gli abitanti si stanno preparando ad affrontare il giorno che verrà, chissà che stavolta non vada meglio del solito?"

Poi mi sveglio.

Dato che era domenica a pranzo ho costretto mio marito a portarmi al centro commerciale
a mangiare un hot-dog ^^

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L'evocazione

Messaggio  Brynn Andersen il Lun Feb 22, 2010 11:37 pm

L'anno scorso (primavera mi sembra) ho sognato di essere stata evocata da tre tizi.
Sono comparsa all'interno di una cappella piccola di forma ottagonale (tipo battistero) ed ero vestita con una tunica femminile lunga bianca e rosa in un tessuto tipo velluto a maniche lunghe.
Il mio aspetto fisico era il solito dei sogni e della realtà: bionda capelli lunghi e mossi.
Mi sono guardata attorno non capendo cosa stesse succedendo, ero all'interno di un circolo (non un pentacolo ma proprio un circolo arzigogolato con strani simboli) tracciato con una polverina-sabbia luminiscente e sbrilluccicosa.
I tre di fronte a me erano umani, maschi e adesso che ci penso erano vestiti con un look insolito, tipo inghilterra dei primi del 1900, vestiti del mondo di sherlock holmes per intenderci, ma avevano anche qualcosa di contemporaneo.
Uno dei tre tiene in mano un libro e capisco che è quello con cui hanno recitato la formula magica per evocarmi.
Quello col libro si rivolge a me e dice:
"Oh potente entità, aiutaci a salvare la razza umana".
Sorpresa dalla richiesta, penso proprio che di salvare la razza umana non me ne frega una mazza, li aiuterei a salvare il mondo, ma non gli umani, credo che gli umani siano distruttivi e malvagi e non meritano aiuto per salvarsi. Se vogliono salvarsi che si salvino da soli o che li aiuti qualcun altro.
Così rispondo, con voce dolce e angelica
(mi son stupita del tono e del suono che è uscito... era pieno di charme e fascino O_o'):
"Ciaveve"
I tre tizi non capiscono il termine in dialetto triestino che significa "fottetevi" e, stupiti e perplessi consultano assieme il libro col quale mi hanno evocata. Capisco che per loro il libro è anche una sorta di dizionario, ma dubito che il triestino sia contemplato.
Così mi guardo attorno, osservo il circolo e percepisco che i tre son convinti che il circolo, oltre a richiamarmi mi tenga bloccata in quel luogo.
Sorrido e penso:
"Che idioti"
Così faccio PUFF e scompaio da là.
Mi sento precipitare nel mio corpo, nel mio letto, tipo caduta da burrone e mi sveglio.

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Re: Sogni generici

Messaggio  Elyann Valyont il Mar Feb 23, 2010 9:52 pm

Come si definiscono i sogni interrotti e poi ripresi?
Mi spiego... Sto dormendo, faccio un sogno bellissimo, mi sveglio, decido di riaddormentarmi, continuo il sogno di prima.
Io riesco a farlo solo quando lo stato di veglia dopo il sogno è brevissimo, massimo 2 o 3 minuti. Riesco a visualizzare l'ultima immagine del sogno come in pausa, mi sforzo di continuare da dove ho lasciato (questo accade ancora da sveglia) e pian piano, passo dalla dormiveglia (dove ho ancora controllo sulla realtà ma già sono proiettata nel sonno) fino a continuare la storia interrotta. Anche se, mannaggia, non finisce mai come immaginavo ma cambia dopo un po'.

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Re: Sogni generici

Messaggio  Brynn Andersen il Mar Feb 23, 2010 11:21 pm

ciauuu elyyyyyyy (ho linkato il forum a qualche amica/amico così lo popoliamo un po' ^^)
anche a me succede di svegliarmi e poi riaddormentarmi continuando a "puntate"

Brynn Andersen

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